Come è piacevole farsi cullare dal treno alla mattina presto, quando ancora alberga nella mente il ricordo del soffice cuscino abbandonato da poco. La vista del panorama dal finestrino stuzzica la fantasia… i monti sullo sfondo fanno tornare alla mente molti ricordi… mi giunge finalmente l’ispirazione per raccontare la mia ultima escursione, che finora non avevo narrato proprio per la mancanza del giusto stimolo :-)
Eccomi quindi a raccontarvi di una gita, organizzata da un’amica, alla quale mi sono aggregato… we are a good group, 11 people who go out to conquer the summit of the Most High, who bear the snowshoes, some ski mountaineering.
Departure from Valentine , famous skiing resort which is part of the Plateau area of \u200b\u200bBrentwood. The temperature is well below zero, but the day was beautifully sunny and the snow is great.
We follow the road that goes up to Valentine's Day retreat Graziani, the snow has turned into a perfect track for winter hiking trail, the bottom ice, in fact, be faced makes il percorso anche senza l’ausilio delle ciaspole. Il gruppo è compatto, anche se ogni tanto è d’obbligo soffermarsi a gustare il panorama o alcuni scorci che meritano attenzione. La salita scorre liscia senza particolari “arrampicate”, se non in occasione di alcuni “ scurtoli ” che rendono l’avvicinamento un po movimentato.
Sbuchiamo nella vallata sottostante il rifugio Graziani… davanti a noi la vetta dell’Altissimo (vedi foto sotto), spazzata da un vento che non preannuncia certo una salita agevole (e nemmeno la successiva discesa). Mano a mano che ci avviciniamo a Bocca del Creer inizia a farsi sentire una certa arietta fastidiosa… iniziamo sempre più frequentemente a domandarci: ma è proprio necessario raggiungere la cima dell’Altissimo? Dopo una serie di consulti e di “tira e molla”, un po alla volta il gruppo si ritrova con una meta diversa: direzione sud-ovest , Cresta di Navene? Punto interrogativo d’obbligo perché per un po si è camminato senza una meta precisa… unica cosa assodata era la rinuncia alla salita verso l’Altissimo e… l’utilizzo delle ciaspole, visto che finalmente la neve era più soffice (complice anche il fuori pista ).
Decidiamo per una sosta ristoratrice in prossimità di una hut, so the opportunity could also rearrange the ideas. I put the conditional because the gay 'armata Brancaleone "(and of course I'll put myself in the deck) is devoted more to the libation at the thought that the route and so we are left with a full stomach and snowshoeing at the feet of the same question: where are we going?
Ok, I take the initiative and start to climb the slope in the backcountry ... new goal: Navene Bay. The group follows and we are on the main path, from here we take a new direction with the mind turned to a new question: what path to use for the return? Can we go back without a ring sui nostri passi? Ma lo sguardo per adesso è rivolto alla meta, che raggiungiamo in breve tempo grazie ad una discreta andatura.
Sbuchiamo nella vallata sottostante il rifugio Graziani… davanti a noi la vetta dell’Altissimo (vedi foto sotto), spazzata da un vento che non preannuncia certo una salita agevole (e nemmeno la successiva discesa). Mano a mano che ci avviciniamo a Bocca del Creer inizia a farsi sentire una certa arietta fastidiosa… iniziamo sempre più frequentemente a domandarci: ma è proprio necessario raggiungere la cima dell’Altissimo? Dopo una serie di consulti e di “tira e molla”, un po alla volta il gruppo si ritrova con una meta diversa: direzione sud-ovest , Cresta di Navene? Punto interrogativo d’obbligo perché per un po si è camminato senza una meta precisa… unica cosa assodata era la rinuncia alla salita verso l’Altissimo e… l’utilizzo delle ciaspole, visto che finalmente la neve era più soffice (complice anche il fuori pista ).
Decidiamo per una sosta ristoratrice in prossimità di una hut, so the opportunity could also rearrange the ideas. I put the conditional because the gay 'armata Brancaleone "(and of course I'll put myself in the deck) is devoted more to the libation at the thought that the route and so we are left with a full stomach and snowshoeing at the feet of the same question: where are we going?
Ok, I take the initiative and start to climb the slope in the backcountry ... new goal: Navene Bay. The group follows and we are on the main path, from here we take a new direction with the mind turned to a new question: what path to use for the return? Can we go back without a ring sui nostri passi? Ma lo sguardo per adesso è rivolto alla meta, che raggiungiamo in breve tempo grazie ad una discreta andatura.
Eccoci quindi a Bocca di Navene ... da quassù è possibile ammirare da un lato un suggestivo scorcio sul lago di Garda, mentre dall’altro lato si stagliano nel cielo i monti innevati del comprensorio di Brentonico. Foto d’obbligo e ancora il pensiero si rivolge all’itinerario per il ritorno… i normali sentieri sono totalmente ricoperti di neve ed è difficile interpretarne il tracciato; sull’altro versante scorgiamo il taglio che un sentiero ha impresso nella montagna… quella è la via giusta! Bisogna però superare la vallata che sta nel mezzo… ok, discesa nel bosco in fuori pista … di breve durata, però, perché troviamo subito la traccia di un sentiero che sembra andare nella direzione voluta. Seguiamo questa nuova via con gli occhi sempre rivolti all’altro versante, ma, prima di proiettarci nella discesa verso il fondo valle, facciamo una capatina sulla sommità di un monticello dove è visibile una malga semi sommersa dalla neve. Panorama , relax, foto ricordo e poi giù alla ricerca del sentiero del rientro. Raggiungiamo il fondo della vallata (non senza un po di fuori pista) e la percorriamo in direzione sud-est, prestando sempre attenzione alla ricerca della via per la meta finale: San Valentino. L’ ambiente è molto caratteristico … non vedo traccia di impronte di essere umano… siamo forse i primi a violare la pace di questa parte di comprensorio dopo le abbondanti nevicate? È bello pensarlo.
Giungiamo finalmente ad un bivio , dove una chiara segnaletica ci indica la nuova direzione da percorrere: San Valentino è a solo un’ora di cammino.
Ci rifocilliamo un po prima dell’ultima salita. La pausa è breve e di li a poco ci ritroviamo sull’ agevole sentiero che ci porta in poco tempo su un pianoro, dal quale sono chiaramente visibili le pista da sci vicine alla nostra meta. Successivamente la via “scompare” nella piana imbiancata, per poi tornare visibile nell’ultimo tratto , che in poco tempo ci conduce alla periferia del paese… ormai è finita , l’auto è a poca distanza.
Ci rifocilliamo un po prima dell’ultima salita. La pausa è breve e di li a poco ci ritroviamo sull’ agevole sentiero che ci porta in poco tempo su un pianoro, dal quale sono chiaramente visibili le pista da sci vicine alla nostra meta. Successivamente la via “scompare” nella piana imbiancata, per poi tornare visibile nell’ultimo tratto , che in poco tempo ci conduce alla periferia del paese… ormai è finita , l’auto è a poca distanza.
Conclusioni:
Nonostante l’inspirazione stavolta non sono riuscito a sentire “mia” questa
escursione (e chi segue i miei racconti l’avrà surely understand). Yes, around the end was nice, but lacked that "bite" that usually characterizes the outputs. likely to be on the same day I was not (because the night the night before?), Or maybe it was the tour that at one point took a turn rather "messy".
Ok, no need to investigate the feelings ... the important thing is that at the end of the financial statements were positive: we have not reached the top of the Most High, but we walked traits in an area well covered in snow and always nice and the company ... was gay.
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